Cos'è
Sesto appuntamento di "Sipario Blu, tradizione e innovazione", la tredicesima stagione di prosa del teatro Pacini promossa dal Teatrino dei Fondi con il sostegno del Comune di Fucecchio, della Regione Toscana e del Ministero della Cultura, della Fondazione CR Firenze e di Unicoop Firenze.
Il padrone
Di Gianni Clemente
Regia Pierluigi Iorio
Con Nancy Brilli, Fabio Bussotti, Claudio Mazzenga
Scene Alessandro Chiti
Costumi Josè Lombardi
Light designer Javier Delle Monache
Aiuto regia Federico LaPera
Produzione Società per Attori/Mielemovie
Uno dei testi più avvincenti di Gianni Clementi, nel quale albergano diversi temi storicamente legati a un tempo apparentemente lontano che risultano ancora oggi tristemente attuali. Ambientato a metà degli anni Cinquanta, con il dichiarato intento di indagare l’animo umano e il grado di aberrazione al quale si può arrivare pur di non perdere i privilegi acquisiti, parla del denaro (all’alba di quel “boom economico” che, per certi aspetti, ne rinvigorisce la sacralità) e del potere che ne consegue, che diventa il leitmotiv della società degli anni a seguire fino ai giorni nostri. In uno spettro ampio che va dalla commedia alla tragedia, la storia ruota intorno a due figure preminenti: il padrone, personaggio continuamente citato, mai fisicamente presente in scena ma avvinghiato alla coscienza di Marcello Consalvi, suo fedele ragioniere, e Immacolata, donna bellissima e volitiva, allo stesso tempo cinica e, a tratti, violenta, a sua volta vittima di un’infelicità latente che prova a mascherare con un'ostentata consapevolezza di sé. Il primo concede alla famiglia Consalvi una sorta di “sogno a tempo”, con la speranza di rientrare in possesso dei suoi averi, una volta tornato; la seconda afferra quel sogno per cristallizzarne il tempo e farlo diventare solida realtà. Perenne carnefice del marito Marcello, la signora Consalvi (all’apice della scalata sociale ed economica cui da sempre ambisce), non perde occasione per denigrarlo, anche davanti agli amici, buttandogli in faccia continuamente la sua inadeguatezza per la nuova condizione. Con una grande attenzione ai ritmi (serrati e coinvolgenti) e alla musica (che porge il braccio alla prosa e, alle volte, detta i tempi dell’azione scenica), mette in risalto il lato oscuro dei personaggi di una commedia noir che riesce a divertire (per alcune situazioni al limite del grottesco) e creare suspense, regalare sentimenti di tenerezza e finanche indignare (per la meschinità svelata dai personaggi), in una vera e propria ridda di emozioni verso un finale decisamente inatteso.