Cos'è
Settimo appuntamento di "Sipario Blu, tradizione e innovazione", la tredicesima stagione di prosa del teatro Pacini promossa dal Teatrino dei Fondi con il sostegno del Comune di Fucecchio, della Regione Toscana e del Ministero della Cultura, della Fondazione CR Firenze e di Unicoop Firenze.
Se non posso ballare non è la mia rivoluzione
Ispirato a "Il catalogo delle donne valorose" di Serena Dandini
Con Lella Costa
Progetto drammaturgico Serena Sinigaglia
Scrittura scenica Lella Costa e Gabriele Scotti
Scene Maria Spazzi
Ambientazione sonora Sandra Zoccolan
Disegno luci Roberta Faiolo
Cappotto di scena dAntonio Marras e abito realizzato dalla sartoria del Piccolo Teatro
Regia Serena Sinigaglia
Produzione Teatro Carcano a cura di Mismaonda
Mary Anderson ha inventato il tergicristallo. Lillian Gilbreth la pattumiera a pedale. Maria Telkes i pannelli solari. Ci sono Marie Curie, Nobel per la fisica, e Olympe De Gouges che scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. Ci sono Tina Anselmi, primo ministro della Repubblica italiana, Martha Graham che fece scendere dalle punte e Pina Bausch che descrisse la vita danzando. E poi c’è Maria Callas con la sua voce immortale come immortale è il canto poetico di Emily Dickinson, e c'è la fotoreporter Ilaria Alpi. Le sorelle Bell: Vanessa e naturalmente Virginia, la Woolf! Entrano una dopo l'altra, chiamate con una citazione, un accento, una smorfia, un lazzo, una canzone, una strofa, un ricordo, una poesia, un gemito, una risata. O solo col nome, che a volte non serve aggiungere altro. Entrano ciarlando e muovendo le vesti, mentre in scena si avvicendano i cambi di stagione. Si aggirano come fossero, finalmente, felici tutte, per dirla con Elsa Morante che è lì con loro. Entrano come danzando Anna Politkovskaja, Hannah Arendt, Mae West, Anna Frank, Marlene Dietrich, Artemisia Gentileschi e molte, molte altre, fino a farci girare la testa ed arrivare ad essere più di ... cento! Una al minuto. Tante eppure non ancora tutte le valorose che Lella Costa, in uno spettacolo di grande virtuosismo, riesce ad evocare con la voce e con i gesti, invitandole come un gran cerimoniere, ad entrare e ballare con lei. Perché, come disse magistralmente e per sempre una di loro, Emma Goldman, se non posso ballare questa non è la mia rivoluzione.