Cos'è
Quarto appuntamento di "Sipario Blu, tradizione e innovazione", la tredicesima stagione di prosa del teatro Pacini promossa dal Teatrino dei Fondi con il sostegno del Comune di Fucecchio, della Regione Toscana e del Ministero della Cultura, della Fondazione CR Firenze e di Unicoop Firenze.
Terzo tempo
Liberamente Ispirato all'omonimo romanzo ed. Bompiani
Drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano
Con Lucia Vasini, Paolo Hendel, Viola Lucio, Marco Mavaracchio
Scene Stefano Zullo
Costumi Realizzati da Simona Dondoni - Sartoria del Teatro Franco Parenti
Musiche Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli
Produzione Teatro Franco Parenti
In coproduzione con Agidi
In collaborazione con Festival Teatrale Di Borgio Verezzi
Regia e luci Emanuela Giordano
Dopo i sessanta tutto può succedere, soprattutto se sei sposato con Costanza. Domenico e Costanza, marito e moglie “separati ma vicini”, affrontano con spirito opposto il passaggio alla grande età: lei, impulsiva e visionaria, vuole trasformarlo nel tempo più prezioso della vita; lui, più posato e ironico, cerca di starle dietro, tra slanci vitali e colpi di scena. In un gioco comico e affettuoso di ribaltamenti, i due mettono in discussione convenzioni, ruoli e certezze, sostenuti da un figlio incredulo e una giovane spettatrice partecipe. Un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia affatto convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano. Dal romanzo di Lidia Ravera, una commedia tenera e spiazzante sul tempo che resta e quello che si decide di farne, su ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. Le battute arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine e di restituirci personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili. Un invito a guardare la vecchiaia non come un epilogo ordinato, ma come uno spazio ancora aperto, instabile e sorprendente, da abitare con coraggio.